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Marcello (RECENSIONE)

Marcello (RECENSIONE)

Marcello Marcello e Nino, due ragazzi persi nel caos del mondo e una rabbia dentro che li divora. Commettono una cazzata per vendetta, distruggendo un bar che appartiene ad un piccolo boss di quartiere. Scappano, Marcello si nasconde senza saperlo a Cinecittà dove sarà travolto da una Troupe cinematografica. Il cortometraggio di Maurizio Lombardi si presenta come un piccolo compendio di nostalgie cinematografiche, un’opera che sembra pensata per i cultori del “cinema di una volta”. …

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Lo sguardo basso delle bambine (RECENSIONE)

Lo sguardo basso delle bambine (RECENSIONE)

Lo sguardo basso delle bambine Agata ha quattro anni. Nella quiete di un vigneto in Basilicata, osserva suo padre vendemmiare… Mischiando home video e archivio messo in scena, il film riflette sulla memoria come invenzione, una fragile traccia plasmata dal tempo e dall’assenza Con Lo sguardo basso delle bambine, Ardenti affronta il tema della memoria con sguardo personale e intimo. Il cuore del corto risiede nell’espediente del found footage, utilizzato come strumento creativo per ricostruire …

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I Believe the Portrait Saved Me (RECENSIONE)

I Believe the Portrait Saved Me (RECENSIONE)

Mua besoj më shpëtoj portreti / I Believe the Portrait Saved Me, 2025, Dir. Alban Muja, Kosovo / Olanda, 10’ A oltre ventisei anni dalla guerra del Kosovo, il pittore Skender Muja rievoca un momento decisivo della sua prigionia: l’ordine di ritrarre un comandante serbo, con la promessa di essere risparmiato solo se l’opera fosse stata di suo gradimento. In una scuola trasformata in campo di detenzione, l’arte si trasforma in strumento di sopravvivenza. I …

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I’m Glad You’re Dead Now (RECENSIONE)

I’m Glad You’re Dead Now (RECENSIONE)

I’m Glad You’re Dead Now, 2025, Dir. Tawfeek Barhom, Palestina / Grecia / Francia, 13’ In un contesto segnato dalla tensione politica e sociale, I’m Glad You’re Dead Now esplora la fragilità dei legami umani attraverso la vicenda di due fratelli alle prese con le conseguenze del gesto estremo compiuto da uno dei due: l’uccisione del padre. Indagando così memoria, colpa e violenza silenziosa, e mettendo a nudo le dinamiche emotive che affiorano in situazioni …

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KUSHTA MAYN, LA MIA COSTANTINOPOLI (RECENSIONE)

KUSHTA MAYN, LA MIA COSTANTINOPOLI (RECENSIONE)

Nicolò Folin, Italia, 2025, FICTION, 20’ Il microcosmo della Casa dei Catecumeni nella Venezia cinquecentesca come palco di scena per identità in fuga poste in crisi tra appartenenza culturale e conversione religiosa forzata nella speranza di poter vivere ancora un altro giorno Due giovani ebrei, Asher e Aaron, fuggono dai massacri dell’Europa centrale per approdare nella Venezia cinquecentesca con la speranza di un futuro senza violenze, ma forse immaginario, a Costantinopoli. Tratto e ispirato dai …

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THE FLOWERS STAND SILENTLY, WITNESSING (RECENSIONE)

THE FLOWERS STAND SILENTLY, WITNESSING (RECENSIONE)

Theo Panagopoulos, Scozia, Palestina, 2024, DOCUMENTARIO, 17’ Il riuso e la manipolazione di materiale d’archivio per riappropriarsi della propria storia e terra afflitte da colonialismo, conflitti e distruzione. Immagini d’archivio inedite di una Palestina lussureggiante degli anni ‘30 e ‘40 che rivelano uno sguardo colonialista, sottilmente violento e incurante del popolo che vive quelle terre. Che relazione ha la raccolta di fiori all’aria aperta col colonialismo in Palestina e i decenni di violenza fisica perpetrata …

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