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Lunedì 4 dicembre – Appuntamento con Intrinas

Lunedì 4 dicembre – Appuntamento con Intrinas

La giornata di lunedì 4 dicembre inizia con le proiezioni di Intrinas dedicate alle scuole, seguite dal solito appuntamento con Passeggiando con gli Autori.

Si prosegue con la sezione Cinema e Territorio e l’incontro con Zavvo Nicolosi, di cui potete leggere gli articoli dedicati.

La sera viene dedicata come da programma alla cinematografia sarda, con la sezione Intrinas, presentata da Marta Bulgherini che afferma come di anno in anno, seguendo il festival, si accorga di come la qualità dei lavori stia crescendo sempre di più, soprattutto all’interno del territorio della Sardegna.

Michela Anedda

La prima ospite della serata è Michela Anedda, regista del fantastico cortometraggio girato in stop-motion Blu che racconta di una raccoglitrice di anime parecchio bizzarra!

«Blu parla della mia generazione, quella che ci prova tantissimo ed  è costretta a vivere in un’isola lontano dai centri che danno più possibilità. “Blue” in inglese significa essere tristi e oltre questo deriva anche dalle zone blu qui in Sardegna. Qui la figura dell’angelo della morte non esiste, esiste però la raccoglitrice di anime che vuole appunto diventare angelo della morte quando vede la pubblicità in televisione. La produzione è durata 4 anni, dalla scrittura alla consegna finale. L’animazione la ho fatta io, a parte quella in 2d che ha curato la cineteca sarda. Il processo è stato lunghissimo, abbiamo costruito un villaggio di 22 metri quadri nella Ex Manifattura Tabacchi, Martina Bellini ha fatto tutti i props, dagli accessori per realizzare i luoghi alle vhs in miniatura. La parte di costruzione è durata intotale 7 mesi e la post produzione un intero anno. I pupazzi sono stati fatti da uno studio di Bologna e sono realizzati in silicone. Ora mi sto muovendo nel campo dell’animazione per bambini, ho realizzato per ora una serie in lingua sarda e vorrei continuare in questo campo!»

Alberto Diana

La serata prosegue con la proiezione di Frarìa, un film di Alberto Diana. La storia è ambientata in Sardegna in un periodo storico all’inizio degli anni 20, ispirata alle vicende raccontate dal nonno del regista.

«I racconti di lui e suo fratello mi hanno sempre affascinato e colpito. Si tratta di una storia universale in cui un personaggio prova a confrontarsi con la propria comunità, ci ho visto anche le mie debolezze e il fatto che durante la crescita si debba imparare anche a dire di no e assumersene le conseguenze. Abbiamo lavorato per lo più utilizzando la luce naturale, quella del fuoco, dell’illuminazione naturale del luogo, anche per creare un ambiente caldo ma allo stesso tempo sinistro. Questa storia rappresenta un momento di cambiamento dal punto di vista storico, da un’epoca a un’altra, ma anche il cambiamento per il personaggio principale. Il cast è misto, in parte si tratta di professionisti e in parte no, i due protagonisti ad esempio non lo sono, per loro è stata la prima volta nel cinema e abbiamo avuto un percorso molto emozionante insieme. Hanno dato tantissimo e  abbiamo costruito un percorso di riappropriazione della lingua, anche la scrittura è stata fatta in lingua sarda, si sono confrontati col sardo in un modo in cui non avevano mai sperimentato.»

Frame dal film Come siamo diventati di Christiano Pahler

Presentato al Filming Italy Sardegna dove il tema era era “come immagini la tua città nel futuro?”, il film Come siamo diventati di Christiano Pahler ci racconta una Cagliari del domani, in cui vediamo una vivace riunione di condominio tenutasi tramite messaggi vocali sull’applicazione di messaggistica Whatsapp.

«Cosa potrebbe succedere, a furia di usare tutta sta tecnologia? Semplicemente diventiamo più teste di cazzo! Ho voluto essere presente nel corto e fare la parte di quello escluso, io per qualche oscura ragione so aggiustare i videoregistratori ma col cellulare faccio ancora fatica! Nel mio corto non ci sono attori professionisti, molti di loro vengono dal teatro popolare. Vi sembrerà assurdo ma le riprese sono durate una settimana! Più avanti ho in progetto di fare un film di fantascienza senza effetti speciali, ho conosciuto il produttore e ha voluto capire meglio cosa intendessi, gli ho risposto “Semplice, con pausa e rec!”»

L’attore Emilio Puggioni

Concludiamo la serata con il film Lo sguardo esterno di Peter Marcias, per il quale è stato ospite con noi in sala l’attore protagonista Emilio Puggioni, nel ruolo del pittore francese Gaston Vuillier, in vacanza dalla Corsica in Sardegna nel 900 rimasto piacevolmente sorpreso dai costumi dell’epoca e innamoratosi dell’isola.

Noi vi aspettiamo questa sera per proseguire con le proiezioni nell’aula consiliare di Piazzetta E.Piria a Sant’Antioco!

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