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AUNQUE ES DE NOCHE – Francia/Spagna, 2023

AUNQUE ES DE NOCHE – Francia/Spagna, 2023

AUNQUE ES DE NOCHE

Guillermo García López, Francia/Spagna, 2023, FICTION, 15’

La riappropriazione del proprio futuro attraverso il mezzo cinematografico come genuino atto di forza e speranza

La Cañada Real, la baraccopoli più grande d’Europa alla periferia di Marid, è senza elettricità da oltre un anno. Alla luce del fuoco, Toni scopre che il suo migliore amico Nasser se ne andrà per sempre.

L’umanità è il cuore pulsante del secondo cortometraggio di Guillermo García López. È una storia di resistenza da una spietata quotidianità in cui gli stessi protagonisti non si rendono conto che sfidano tale realtà riappropriandosi del proprio presente e futuro, anche nel momento di gioco e spensieratezza. I due giovani ragazzi sono appunto troppo innocenti per realizzare come quella realtà quotidiana che vivono, e l’unica conosciuta finora, forse non concede loro un futuro oltre la Cañada Real, se non scappando da essa.

Quello che poteva essere un racconto totalmente spietato e disincantato sulle condizioni di vita ne La Cañada Real – ignorata dalle autorità locali e da ormai tre anni senza elettricità provocando di conseguenza un grave deterioramento delle condizioni e prospettive di vita dei suoi residenti – è quindi invece uno sguardo positivo sulla resilienza e l’importanza dei rapporti umani e del senso di comunità.

Nella sua breve durata, l’opera del regista spagnolo non si sofferma sulle cause delle condizioni sociali in cui sono i suoi protagonisti. Sceglie invece di seguirli e stargli accanto nelle loro normali giornate con uno stile a tratti documentaristico. Il film si apre dunque con la scoperta che Nasser si trasferirà in Francia con la famiglia e questa notizia fa crollare il mondo di certezze e normalità dell’amico Toni. Tutto ciò fa scattare in Toni la ricerca, alle spalle dei genitori, di un proprio cellulare per poter comunicare con l’amico. A sua volta, quest’ultimo diviene metafora del mondo esterno, irraggiungibile dalla Cañada Real se non virtualmente.

La tecnologia ricopre quindi un ruolo importante nel rapporto con la propria realtà e ciò ha un impatto anche nelle scelte formali del regista. Il corto difatti impiega la pellicola 16mm per le parti più narrative e collettive in cui lo spettatore viene reso partecipe di dinamiche sociali e racconti familiari attorno al fuoco; alcune sequenze dei due ragazzi sono invece girate in digitale, rispecchiando la prospettiva di una giovane generazione che riprende il reale attraverso il cellulare e lo manipola con filtri visivi non convenzionali per ricercarne la bellezza in una sua versione più stimolante.

Questo ultimo aspetto del film racchiude perfettamente i bisogni e le aspirazioni di questi ragazzi. Nonostante non comprendano le forze esterne che influenzano il loro presente e futuro, perseverano in una vita in cui l’immaginazione e il gioco fungono da fari di speranza nel loro contesto sociale. Guillermo García López trasforma così il mezzo cinematografico in un potente strumento di ottimismo per ridefinire e reclamare la propria storia e futuro.

Nicola Bardi (@nickbardi)

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