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Etoimoi (Ready) – Eirini Vianelli, Grecia

Etoimoi (Ready) – Eirini Vianelli, Grecia

ETOIMOI (READY)
Eirini Vianelli, Grecia, 2023, 11’

Una profonda invettiva in passo uno, un’inusuale opera satirica nei confronti della classe dirigente.
Dei pigri funzionari statali greci attendono oziosamente la fine del mondo. Etoimoi si apre con una serie di inquadrature che mostrano il Parlamento greco vuoto. Il primo personaggio a comparire non è un politico, ma un inserviente, uno dei pochissimi personaggi che
tenta di svolgere il proprio lavoro diligentemente, il quale prova a raddrizzare un quadro, ma senza successo.

In seguito, appaiono le forze dell’ordine e i funzionari, che invece sembrano esser tornati bambini: infantili ed egoisti, i rappresentanti politici e istituzionali, simbolicamente raffigurati in grotteschi e grezzi pupazzetti di plastilina e stoffa, saltellano sulle sedie girevoli, giocano a battimani o a un due tre stella, si fanno dispetti reciprocamente, offendendosi senza mai scusarsi.

Il tutto all’interno di un’ambientazione prevalentemente di cartone, volutamente artigianale, in cui non viene nascosta, ma anzi esaltata, la materia. “Muto” per tre quarti della sua durata, il cortometraggio concede le prime parole a due umili inservienti, probabilmente le uniche due figure positive, facendo loro iniziare un canto a cui prenderanno parte, in coro, anche tutti gli altri personaggi all’interno del Parlamento. Il risultato è una poesia amara che, da un lato, tende a suscitare sdegno nei confronti di un sistema politico e istituzionale inerte, inadeguato e che non si interessa alle nuove generazioni, mentre, dall’altro, a infondere empatia nei riguardi di personaggi disperati, inetti, umani. Il testo contiene poche e brevi frasi, taglienti e toccanti. “I nati già morti” è forse quella più incisiva, in cui viene rimarcata ancora una volta la stagnazione, l’immobilità, la mancata volontà ad agire, oltre al lacerante pessimismo insito nel corto, in cui non è lasciato spazio a speranza o redenzione: alle nuove generazioni non sarà garantito un futuro.
Il tono disilluso e la rassegnazione, palpabili in tutta l’opera, sia dal punto di vista dell’autrice che dei personaggi, prendono forma in un meteorite che incombe sulla terra, ormai prossimo all’impatto.

Un’opera coraggiosa e rischiosa, di non facile lettura, ma notevole è il risultato finale. Inevitabile è il paragone con un film ricco di spunti simili come Don’t look up, satira corrosiva sulla politica statunitense nei confronti del clima. Ma a differenza del film di McKay, Etoimoi incentra la sua critica esclusivamente sulla classe dirigente greca, garantendosi un originale punto di vista di uno stato europeo fallito economicamente una dozzina di anni fa e che ancora oggi fatica a tenere il passo con gli altri paesi dell’Unione. Eppure, pur trattando la situazione politica di un singolo stato, Eirini Vianelli riesce a dialogare anche con chi ne sta al di fuori, dando l’idea che molte delle problematiche alluse non trattino del particolare ma dell’universale.

Iago Tognon

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