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Gli Oceani sono i veri Continenti – L’opera prima di Tommaso Santambrogio a Passaggi d’Autore: Intrecci Mediterranei

Gli Oceani sono i veri Continenti – L’opera prima di Tommaso Santambrogio a Passaggi d’Autore: Intrecci Mediterranei

Sullo sfondo di una Cuba decadente e in un bianco e nero lacerato dalla pioggia caraibica, i giovani Alex e Edith, l’anziana Milagros e i bambini Frank e Alain, vivono la loro vita, fatta di piccoli gesti quotidiani, racconti del passato e sogni di futuro. Mentre lo spettro della separazione aleggia su tutti loro.

Alex e Edith, due giovani teatranti sui 30 anni, vivono la loro relazione fatta di piccoli gesti e di una tenera quotidianità tra le rovine degli edifici cubani. Milagros, ormai in pensione, cerca di sopravvivere vendendo “manì”, tipici coni di noccioline cubane, e trascorre le sue giornate ascoltando la radio e rileggendo vecchie lettere. Frank e Alain, due bambini di otto anni, vanno a scuola e sognano di emigrare assieme negli Stati Uniti per diventare giocatori di baseball professionisti. Nel contesto di San Antonio De Los Baños, paesino dell’entroterra di Cuba dove sembra che il tempo si sia fermato, si sviluppano le tre rispettive narrazioni e i loro mondi; in un affresco di contemporaneità che prende vita tramite la memoria dei personaggi aleggia però lo spettro della separazione, vera grande piaga della società contemporanea cubana.

L’opera prima di Tommaso Santambrogio, un’opera tra le più importanti dell’anno ha inaugurato le Giornate degli Autori della Mostra del Cinema di Venezia, verrà proiettata questa sera a Passaggi d’Autore: Intrecci Mediterranei, nell’aula consiliare di Piazzetta E.Piria. Il regista sarà presente in sala per dialogare con il pubblico al riguardo prima del concerto finale del festival che porrà fine a questa ricchissima edizione, vi aspettiamo!

Tommaso Santambrogio

Di seguito, la nota di regia sul film.

«La prima volta che sono stato a Cuba avevo otto anni. Mi ricordo che, mentre mi avvicinavo ai controlli dell’aeroporto, assistetti a un abbraccio disperato e inseparabile – con profondi singhiozzi e lacrime – tra un padre e una figlia, la quale evidentemente aveva trovato il modo di lasciare l’isola e non ci avrebbe fatto più ritorno. Era un addio, una separazione, struggente e ingiusta quanto terribilmente quotidiana e comune nella società cubana, che oggi sta attraversando la più grave crisi migratoria della sua storia (quasi l’8% della popolazione ha lasciato il paese solo nell’ultimo anno e mezzo e il flusso è in costante crescita). Los Océanos Son Los Verdaderos Continentes (Gli oceani sono i veri continenti) deve la sua origine a questa immagine, a questo momento che si è sedimentato nella mia memoria per poi entrare in relazione con la realtà cubana contemporanea e la mia ricerca artistica; è un film che verte sulla tematica della separazione, raccontata e affrontata tramite tre prospettive temporali differenti (passato, presente e futuro) sineddoticamente rese attraverso le tre narrazioni principali. Il film è estremamente legato ai luoghi e ai personaggi, veri e propri pilastri di un universo immaginifico a cui ho dato forma dialogando costantemente con la realtà e con la memoria (individuale e collettiva) cubana. Il metodo utilizzato per la sua ideazione è stato di ricerca antropologico-storica; ho passato diversi anni a osservare e interagire con le persone del luogo, ad ascoltare le loro storie, capire come elaboravano eventi e traumi nella loro vita, come si approcciavano al “lutto” determinato dalla separazione dalle persone più care.»

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