Recensioni

LES BOTTES DE LA NUIT (RECENSIONE)

LES BOTTES DE LA NUIT (RECENSIONE)

Durante una cena tra adulti, il piccolo Eliot esce di casa nel cuore della notte con i suoi stivali di
gomma e si addentra nel sottobosco. Qui incontra una piccola creatura solitaria che lo conduce nel
cuore della foresta, tra passaggi segreti e incontri notturni, alla scoperta di un mondo misterioso
abitato da presenze che non sono ciò che sembrano.
Vero proprio colpo di fulmine della selezione per chi scrive, Les Bottes de la Nuit è un
piccolo gioiello che sembra aprire una porta su un universo alternativo, popolato da
creature immaginifiche e delicate, capace di restituire allo spettatore il senso più puro della
fiaba. Ha un’atmosfera profondamente onirica: all’inizio, complice il buio e le forme
inquietanti, potrebbe sembrare quasi un incubo; ma si trasforma ben presto in un viaggio
di scoperta, dove le apparenze ingannano e ciò che fa paura diventa familiare. È una storia
semplice, ma universale: parla di curiosità, di condivisione e di coraggio, contrapponendo
lo sguardo spaventato degli adulti, che raccontano mostri e pericoli, a quello aperto e
gentile dell’infanzia.
La tecnica dell’écran d’épingles è stupefacente senza mai risultare un esercizio di stile fine a
sé stesso. Il bianco e nero è ricchissimo di sfumature, scolpito dalla luce e dall’ombra, e
restituisce la sensazione autentica della notte. Le transizioni e le metamorfosi, spesso più
evocate che mostrate, creano un movimento quasi magico: i personaggi non sembrano
tanto camminare quanto apparire, scomparire, riemergere, come nei sogni. Il formato 4:3,
derivato dalla matrice quadrata dello strumento, contribuisce a rendere il viaggio notturno
intimo e contenuto, senza nulla di superfluo.
I riferimenti a un immaginario che va da Winnie-the-Pooh a Peter Pan, da Maurice Sendak
a Yuri Norstein, sono percepibili senza essere derivativi. Qui la foresta diventa uno spazio
di passaggio, un luogo in cui l’infanzia può ancora incontrare la magia prima che questa
svanisca con il mondo adulto. Come suggerisce lo stesso regista d’altronde “la maggior
parte dei mostri smette di esserlo quando li conosci: è l’ignoranza che li crea”. Frase che
riassume il cuore del film.

Les Bottes de la Nuit è visivamente sublime, poetico senza pesantezza, delicato e sincero. Un
lavoro che non cerca di stupire a tutti i costi, ma capace di restare addosso per la loro
umanità e la cura artigianale con cui è stato realizzato. Un piccolo classico contemporaneo,
capace di ricordarci perché ci siamo innamorati dell’animazione.

ROSSELLA MATTA

Comments are closed