Recensioni

L’MINA (RECENSIONE)

L’MINA (RECENSIONE)

Randa Maroufi, Francia/Marocco/Italia/Qatar, Documentario, 2025, 26’

Jerada è una città mineraria in Marocco dove l’estrazione del carbone, sebbene
ufficialmente interrotta nel 2001, continua informalmente ancora oggi.
L’Mina restituisce la quotidianità di una comunità reale, composta dagli stessi attori effettivi
del film, in cui il lavoro e lo sfruttamento delle risorse naturali si trasformano in una trappola
esistenziale. Attraverso una messa in scena di forte impronta teatrale che strizza l’occhio
all’installazione artistica, la regista sceglie di rendere visibile l’invisibile, restituendo luce e
dignità a chi è costretto nel buio del sottosuolo.
A sostegno di questa esigenza narrativa, la macchina da presa si inoltra nei tunnel minerari,
visualizzati dall’esterno come un enorme formicaio, con un piano sequenza ciclico — prima
in senso antiorario, poi orario — che da un lato sottolinea la drammatica ripetitività della
condizione sociale, dall’altro amplifica il senso di angoscia claustrofobica dello stare
confinati a lungo in cunicoli stretti, oscuri e privi di respiro.
Nel momento in cui i minatori fuggono per mettersi in salvo da un imminente crollo, il
cinema dimostra la propria funzione e necessità di restare a raccontare ciò a cui l’essere
umano non potrebbe assistere.
Ne emerge una convergenza coerente tra regia, ambiente sonoro e narrazione, che costruisce
uno sguardo cinematografico innovativo, capace di intrecciare materiali d’archivio e finzione,
umanità e natura, lavoro e diritti, memoria e denuncia politica.

Denise Maria Paulis

Comments are closed