Recensioni

Rrugës (On the Way) di Samir Karahoda (Kosovo, 2024)

Rrugës (On the Way) di Samir Karahoda (Kosovo, 2024)

Padre e figlio sono diretti all’aeroporto per ritirare un regalo inviato dall’estero dal padrino del figlio.

 

Il regista Samir Karahoda ci conduce in un viaggio attraverso il Kosovo, un paese sospeso tra speranza e precarietà. Ambientato in un contesto politico delicato, dove l’ombra della guerra incombe ancora, il film racconta la storia di un padre e un figlio in viaggio verso l’aeroporto per ritirare un premio cinematografico.

La scelta di ambientarlo quasi interamente all’interno di un’auto in movimento è significativa. L’automobile diventa una metafora della condizione esistenziale dei protagonisti e, più in generale, del popolo kosovaro: un popolo in costante movimento, alla ricerca di un futuro migliore, ma sempre costretto a confrontarsi con le difficoltà del presente.

La cinematografia fredda e desaturata contribuisce a creare un’atmosfera di malinconia e rassegnazione. Gli ambienti vengono inquadrati da lontano, attraverso i finestrini dell’auto, appaiono vuoti e disabitati, riflettendo la sensazione di isolamento e abbandono che pervade il paese. Solo i personaggi, inquadrati più da vicino, emergono da questo sfondo grigio, portando con sé le loro speranze e le loro paure.

L’immagine finale del film, con padre e figlio fermi al centro della strada, separati dalla linea bianca, è potente ed evocativa. Potrebbe essere interpretata come una metafora della divisione interna al Kosovo e, più in generale, come una rappresentazione della difficoltà di trovare un equilibrio tra passato e futuro.

 

Rrugës (On The Way) è un cortometraggio intenso e poetico, che ci invita a riflettere sulla condizione umana e sulla forza della speranza. È un film che tocca nel profondo, capace di suscitare nello spettatore un senso di malinconia e di commozione.

 

Denise Maria Paulis

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