Seconda giornata a Sant’Antioco (Sud Sardegna) alla ventesima edizione di Passaggi d’Autore – Intrecci mediterranei: venerdì 5 dicembre il festival dei cortometraggi organizzato dal Circolo del Cinema “Immagini” (FICC), con la direzione artistica del regista bosniaco Ado Hasanovic e Dolores Calabrò, propone una fitta agenda di appuntamenti nell’aula consiliare del Comune.
Si comincia la mattina alle 10.00 con un’iniziativa per le scuole superiori: CortoAmbiente, la sezione del festival dedicata al cinema “green”. Cinque i cortometraggi in visione, selezionati in collaborazione con il festival Cinema e Ambiente Avezzano: Abba, di Fabiana Lupo (Italia, 2023, 15′), Artemis, di Martijn Veldhoen (Paesi Bassi, 2023, 18′), Black Flowers, di Stefania Dall’Armi (Regno Unito, 2023, 14′), Honeymoon(Italia, 2024, 5′), di Mattia Parlati, presente alla proiezione, e Terramara, di Tomisin Aderuku, Cecilia Fasciani e Simone Romano (Italia, 2023, 10′). Al termine, incontro con Franco Sardi del Touring Club Italiano e Valentina Traini del festival Cinema e Ambiente Avezzano e con il regista Mattia Parlati.
Il pomeriggio si apre alle 16.30 con Videoclip, music video d’autore, l’immancabile sezione di Passaggi d’Autore curata dal teorico dei media e studioso di sperimentazione audiovisiva Bruno Di Marino. Il focus, stavolta, è su Antonello Matarazzo, pittore, regista e video artista, esponente del Medialismo. I suoi video sono stati accolti da numerosi festival cinematografici italiani e internazionali (Mostra Cinematografica di Venezia, Festival Cinéma Méditerranéen Montpellier, Clermont-Ferrand, Torino Film Festival, Festival des Cinémas Différents de Paris, Invideo, Locarno, tra gli altri), alcuni dei quali, come la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, il Festival Internacional de Cine de Mar del Plata e Signes de Nuit di Parigi, hanno proposto sue retrospettive. Tra i suoi lavori, diversi videoclip di brani del poliedrico Canio Loguercio, architetto, musicista, autore di progetti all’incrocio tra canzone d’autore, poesia e teatro, che verranno proiettati a Sant’Antioco.
Dalle 17.30, la sezione cardine del festival, Intrecci mediterranei, che in questa edizione presenta ventitré film brevi di una quindicina di paesi dell’area mediterranea, prosegue con altri otto cortometraggi dopo quelli proposti nella serata inaugurale: La gran obra (The masterpiece), di Àlex Lora Cercós (Spagna, 2024, 20′), Le altre vite, di Nicolò Folin (Italia, 2024, 18′), Eksi Bir (Minus One), di Özmen Ömer Ferhat (Turchia, 2023, 15′), Clamor (Boucan), di Salomé Da Souza (Francia, 2023, 25′), Dark Globe, di Donato Sansone (Italia, 2024, 4′), The Deer’s Tooth, di Saif Hammash (Palestina, 2024, 16′), Majonezë, di Giulia Grandinetti (Italia, 2024, 20′) e Kafana na Balkanu (Balkan, Baby), di Boris Gavrilović (Serbia/Germania, 2023, 18′). A integrare le proiezioni, gli interventi in collegamento di tre registi: Nicolò Folin, Saif Hammash e Giulia Grandinetti. Classe 2002, il primo presenta il suo corto prodotto dal Centro Sperimentale di cinematografia, dove Nicolò Folin studia: ne Le altre vite, grazie a una nuova tecnologia, un centro statale permette di interagire con una persona morta di cui si serbi memoria. Diego supervisiona gli incontri fra i morti e i vivi, anestetizzato al loro dolore, ma l’incontro con Rachele risveglia in lui un inconsapevole anelito alla vita. Memoria e morte ritornano anche in The Deer’s Tooth, del regista e sceneggiatore Saif Hammash, studente di cinema palestinese che vive nel campo profughi di Dheisha a Betlemme, dove è ambientato il cortometraggio. Il film racconta di Wisam, un giovane palestinese che, dopo la morte del fratello, lotta con il senso di colpa e l’isolamento. Quando trova l’ultimo dente del fratello, ricorda la promessa di gettarlo in mare, un luogo proibito. Nonostante il pericolo, decide di onorare il desiderio del fratello, affrontando il rischio per compiere il gesto. È invece ambientato in Albania Majonezë, il cortometraggio di Giulia Grandinetti: protagonista è la sedicenne Ersekë, che vive con la sua famiglia seguendo le rigide regole imposte dal padre. Mascherando la sua rabbia con l’obbedienza, in lei cresce giorno dopo giorno un potente desiderio di ribellione che la porterà al compimento di un amaro, ma necessario, atto di rivoluzione. Al debutto nel 2020 con “Alice and the Land that Wonders”, e dopo una trilogia di cortometraggi distopici, Giulia Grandinetti ha in preparazione il suo prossimo lungometraggio, “Jaune et Bleu”.
La seconda serata di Passaggi d’Autore è tutta nel segno di Intrinas, la sezione del festival dedicata alle produzioni sarde: in visione, dalle 21.30, sette cortometraggi di autori isolani, alla presenza prevista in sala di alcuni dei loro registi – Salvatore Cubeddu, Marta Massa, Roberta D’Aprile, Carolina Melis, Francesca Scanu, Antonello Pisano Murgia e dell’attore Fabio Marceddu.
Island for Rent, di Elio Turno Arthemalle e Salvatore Cubeddu (Italia, 2024, 29′), è ambientato in Sardegna in un futuro distopico: l’isola al centro del Mediterraneo, sul finire del ventunesimo secolo, è un territorio in cui non può essere applicata alcuna legge. I suoi abitanti hanno accettato di espatriare e di non farvi più ritorno. In compenso, ciascuno di essi riceve una cospicua somma di denaro. L’ingente capitale destinato ai sardi espatriati viene fornito da investitori che utilizzano l’isola per attività che sarebbero illegali in qualsiasi altra parte del mondo.
Cosa accade quando le dinamiche della società moderna invadono il silenzio di un paese inabitato, quieto e inviolato? È la domanda che sottende il corto di Roberta D’Aprile L’occhio di San Salvatore, progetto vincitore della nona edizione del Concorso A.V.i.S.a., prodotto dall’Istituto Superiore Regionale Etnografico: l’equilibrio di San Salvatore di Sinis viene stravolto da nuovi ritmi e nuovi sguardi, portando con sé dei cambiamenti inevitabili anche per l’unico uomo che lo abita, amante della vita silenziosa, lenta ed abitudinaria.
Coprodotto dall’ISRE è anche S’Ozzastru, il cortometraggio d’animazione della pluripremiata designer e regista Carolina Melis: la storia di un albero millenario, resiliente ambasciatore della Natura e testimone silenzioso della Storia. La vita di uomini e donne scivola sotto le sue fronde, spesso inconsapevoli di quanto la loro esistenza dipenda dalla sua presenza.
La regista e direttrice della fotografia Marta Massa porta al festival il suo documentario Deserto Bianco: da un paesaggio desertico emergono le voci di giovani ragazze e ragazzi della Sardegna; voci che esplorano le tracce lasciate sul territorio dalle ex-industrie. Attraverso gli occhi delle nuove generazioni, i luoghi abbandonati riprendono vita, per svelare l’eredità che lo sfruttamento ambientale ha lasciato su terra, mare e i suoi abitanti.
Professionista del teatro da oltre venticinque anni, regista, compositore e musicista, Antonello Murgia Pisano firma la regia di Sui tetti di chi dorme: le anime vaganti della ritrovata Necropoli di Tuvixeddu, eterni fantasmi in cerca di un significato più ampio alle umane risposte, diventano cantori della storia della città e di quel che rimane della Necropoli e delle sue emergenze artistiche. Dedicato a Giorgio Todde, il medico e scrittore cagliaritano scomparso quattro anni fa, Sui tetti di chi dorme è stato premiato nei mesi scorsi all’Apollo Film Festival, al Moon Arts Film Festival, al Viagrande Short Film Fest, e al Castel Lagopesole International Short Film Festival.
Sceneggiatrice e produttrice con una lunga esperienza nel cinema italiano, nelle note di regia del suo cortometraggio Cosa resta, Francesca Scanu spiega: “Questo piccolo lavoro arriva da un mix di esperienze personali e sintetizza ciò che al momento, nella vita, trovo più importante: il legame col mondo animale, la natura come salvezza e la responsabilità nei confronti di un altro essere vivente come motore per superare i momenti più difficili.
Regista, sceneggiatore e professore d’interpretazione cinematografica con base a Madrid, Francesco Cocco firma invece il corto Shakespeare in Smoke: una pausa sigaretta durante l’orario di lavoro si trasforma in un viaggio inaspettato fatto di sogni passati, presenti e futuri.
La seconda giornata di Passaggi d’Autore si chiude con un’appendice musicale: in programma intorno alla mezzanotte, al Bar Arcobaleno (in piazza Ferralasco), un dj set di Gramigna, della Supranu Records (etichetta e collettivo di sound artists con sede in Sardegna e Finlandia), con le sue selezioni musicali dal breakbeat dell’hip hop all’elettronica.
Il festival Passaggi d’Autore – Intrecci mediterranei si avvale del contributo del Presidente del Consiglio Regionale della Sardegna, del Comune di Sant’Antioco, della Fondazione di Sardegna, della Fondazione Sardegna Film Commission e dell’Institut français Italia; con il patrocinio del Presidente della Regione Autonoma della Sardegna, del Touring Club Italiano; media partner Unica Radio, OrangeFactory; partner Sarajevo Film Festival, Festival du court métrage de Clermont-Ferrand, Festival Cinema e Ambiente Avezzano, Associazione Interculturale NUR, VISIT Sant’Antioco, CoopMed, F.I.C.C. – Federazione Italiana Circoli del Cinema, con la collaborazione di Calabrò, Assistech, Boost, TuttoSantAntioco, Bar Arcobaleno e Ottovolante Sulcis.
Tutti gli appuntamenti del festival sono a ingresso gratuito. Per informazioni e aggiornamenti sul programma: www.passaggidautore.it, www.facebook.com/passaggidautore, www.instagram.com/_passaggidautore_.
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Info e contatti
Circolo del Cinema “Immagini” | Corso Vittorio Emanuele, 142 – 09017 Sant’Antioco (SU)
Sito ufficiale: www.passaggidautore.it | info@passaggidautore.it
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Ufficio Stampa Passaggi d’Autore: intrecci mediterranei
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