Recensioni

SEVAP / MITZVAH (A Good Deed)

SEVAP / MITZVAH (A Good Deed)

SEVAP / MITZVAH (A Good Deed)

 Sabina Vajraća

USA/Bosnia ed Erzegovina, 2023, 20’05’’

Una storia vera di amicizia, coraggio e solidarietà tra una donna musulmanna e una donna ebrea.

Agire nel bene senza chiedere nulla in cambio”, è questa la traduzione del titolo, che si compone di una parola in turco e di una in lingua ebraica.

Questo cortometraggio drammatico racconta della Bosnia in due periodi storici differenti; occupata dai nazisti e durante la guerra civile.

Scritto e diretto da Sabina Vajra

a, il film si basa sulle testimonianze delle protagoniste Zejnaba Hardaga e Rifka Kabiljo, che si sono salvate a vicenda nel corso degli anni. La sceneggiatura è basata su fonti documentate, e ha il merito di non cadere nella retorica.

Il film si apre nel 1945, quando i nazisti stanno deportando gli ebrei di Sarajevo. Zejnaba capisce che l’amica d’infanzia Rifka è in pericolo e la porta a casa propria, convincendo la propria famiglia a nasconderla. Ma il rischio è alto, soprattutto quando il cugino di Zejnaba si oppone alla decisione. Nelle scene di opposizione come questa fra i due cugini è interessante notare l’utilizzo dello scavalcamento di campo come fattore espressivo.

Il racconto del film salta al 1994, durante la guerra in Bosnia, quando Zejnaba è a sua volta in fuga dai paramilitari serbi. Rifka, che vive in Israele, cerca di aiutarla a ottenere un visto per fuggire dal Paese. È così che le due donne si ricongiungono dopo quasi cinquant’anni e si scambiano parole di gratitudine e affetto.

Il formato utilizzato è quello del 4:3, scelta giustificata dalla regista per riprodurre il modo in cui la protagonista Zejnaba vede il mondo, poiché porta lo hijāb come da tradizione musulmana.

Sevap/Mitzvah è un film che punta sull’emotività, mostrando come l’amicizia possa superare le barriere etniche, religiose, nazionali e generazionali. Efficace è il realismo con cui vengono ricostruite le ambientazioni e i costumi delle due epoche, mentre la regia di Vajra

a è coinvolgente, capace di alternare scene di tensione e suspense a momenti di commozione e speranza. 

Le interpretazioni delle due attrici principali sono eccellenti, in grado di restituire la forza, il coraggio e la sensibilità dei propri personaggi. Anche gli attori secondari sono credibili.

Sevap/Mitzvah racconta una storia poco nota e veicola un chiaro messaggio di pace e tolleranza, che invita a riflettere sul valore dell’amicizia e della solidarietà in un mondo segnato dai conflitti e dall’odio.

Di Miriam Osele

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