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L’Arche – Amira Louadah, Algeria/Francia

L’Arche – Amira Louadah, Algeria/Francia

L’Arche

The Ark / L’Arche Algeria, Francia, 2022 11 minuti Dir. Amira Louadah

Sinossi:

Un gruppo di uomini occupa un cantiere abbandonato dove, con fare militaresco, si allenano per prepararsi ad affrontare un formidabile e misterioso nemico.

Il reportage di una guerra immaginaria – L’Arche

Una landa desolata e battuta dal sole, un cantiere abbandonato e dimenticato dal mondo, un luogo apparentemente al confine tra spazio e tempo dove i protagonisti de L’Arche hanno creato una fazione. Simili ai 300 spartani guidati da Leonida alle Termopili contro l’immenso esercito persiano, questo gruppo di uomini alterna allenamenti sfibranti, discorsi motivazionali, calci e pugni nel vuoto, tutto per essere pronti a combattere il nemico alle porte. Ma quale nemico?

A metà tra found footage, finto documentario e fiction, L’Arche ricorda il sarcasmo surreale del Deserto dei Tartari di Dino Buzzati, dove l’ufficiale Giovanni Drogo, assegnato alla Fortezza Bastiani, attende per anni un nemico che non si fa mai vedere. Un nemico che nel film di Amira Louadah non vediamo ma che forse si può rintracciare in quelle tematiche evocate dalla voce narrante: la sovrappopolazione, il cambiamento climatico, la siccità. Una terra non fertile dove sembra che nulla possa crescere e nulla possa vivere.

Un fantasma che va oltre l’ambientazione algerina per mostrare quello che potrebbe essere il futuro dell’intero pianeta, che in chiave ironica e critica sembra impossibile da salvare nonostante gli estenuanti allenamenti. Chi è il nemico? Cosa stanno combattendo i protagonisti de L’Arche? È una guerra virtuale, come quelle che siamo abituati a vedere a colpi di tweet sui social media? È una guerra contro noi stessi, in cui salvatori e carnefici si confondono? È una guerra contro un nemico invisibile e sconosciuto, o contro qualcosa di troppo grande per essere affrontato da un piccolo gruppo di uomini?

Se dalle prime battute L’Arche potrebbe sembrare un documentario con elementi found footage (con riprese anche in verticale), o perfino un reportage giornalistico, il film rivela via via la propria natura surrealista, unendo momenti di fiction a elementi realistici, lasciando lo spettatore nel limbo tra realtà e finzione. La verità dietro la battaglia spaventosa che aspetta gli occupanti dell’Arca, ultima opportunità di salvezza per il nostro mondo, viene rivelata nel suo essere un atto di totale finzione, un non-evento che si svolge in un non-luogo senza tempo, o che piuttosto non si svolge affatto, risultando in un’attesa eterna di un nemico contro cui sembra non esserci nulla da fare. Piuttosto che un mockumentary, L’Arche è il reportage di una guerra immaginaria, che oscilla continuamente tra vari registri e livelli di finzione, ponendo con la sua feroce domanda finale, un quesito universale e attuale.

Mario Monopoli

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