Un cane miagola è un gatto abbaia è una commedia amara che cerca di
analizzare la situazione giovanile in Italia. Il protagonista della vicenda è il
classico trentenne spaesato che cerca di crearsi un piccolo spazio nel mondo,
tra lavoretti saltuari e pagati poco e il sogno nel cassetto di voler fare
l’oculista. Proprio come nelle commedie amare però, i suoi sogni sono sempre
destinati a non realizzarsi a causa di piccole sfortune.
Alessandro Prato confeziona un cortometraggio ricco di momenti leggeri
conditi da sane risate, che allo stesso tempo permette di riflettere sulle
motivazioni alle origini delle stesse, quasi in una sorta di esperienza catartica,
nella quale lo spettatore giovane può riconoscersi e ridere delle sue stesse
sfortune. In un mondo che sta impazzendo ed è pervaso dalla violenza ormai
totalmente assimilata e normalizzata da parte dei personaggi delle vicende, il
protagonista cerca in tutti i modi di sfuggire a tale situazione risultando
sempre un pesce fuor d’acqua rispetto al contesto sociale in cui vive. Il
cortometraggio ben restituisce la sensazione di smarrimento che le giovani
generazioni provano in questi tempi complicati. La regia di Prato è molto
dinamica e il montaggio serrato ricorda quello delle web series alla The Pills,
ma tutto è assolutamente funzionale alla restituzione delle nevrosi emotive
del protagonista.
Un cortometraggio che per stile e tematiche non può che lasciare un sorriso
amaro soprattutto per un pubblico giovane che facilmente si può identificare
con la vicenda narrate.
LUCA PINNA

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