UN CORPS BRÛLANT
Lauriane Lagarde, Francia, 2022, FICTION, 14’
L’esternazione dei movimenti dell’anima attraverso la fisicità dei corpi e del parkour
Lina e Inès praticano parkour insieme. Da un tetto all’altro, da un muretto a una scalinata, le loro vite si avvicinano, si sfiorano. Entrambe desiderano conoscersi, ma come fare?
Il quarto corto di Lauriane Lagarde offre un fugace spaccato, sospeso nel tempo, sulla curiosità e attrazione adolescenziali. Ogni giorno la giovane Lina fa parkour in solitaria per i tetti attorno alla sua casa. Allo spettatore non è dato conoscerne le motivazioni, anche se si percepisce una chiara chiave simbolica. Questa routine è quindi forse per Lina un intimo processo personale per ricercare se stessa e poter così capire ed esprimere i propri desideri e bisogni.
L’adolescenza è quel periodo della vita in cui è centrale la scoperta di sé stessi e del mondo che ci circonda. Nel corto, ciò accade principalmente attraverso l’atto cosciente di guardare. Lina infatti non è l’unica ragazza a praticare parkour bensì c’è un gruppo unito di ragazzi e ragazze che fa altrettanto, tra cui Inès. Da quel momento d’incontro a distanza, le due ragazze si rincorrono con gli sguardi, incrociandosi come poli magnetici tra salti e acrobazie nel tessuto urbano.
La regia, pulita ed efficace, accompagna le due protagoniste mettendole in relazione tra loro e con l’ambiente e gli edifici urbani circostanti, i quali diventano altrettanto protagonisti. Tenendo consapevolmente lo spettatore ignaro delle emozioni e pensieri interni delle protagoniste, il cortometraggio sfuma e intreccia tra loro il bisogno di contatto umano, la curiosità verso l’altro e l’attrazione. Il finale, con un gesto negato, esplica tutto questo senza giudizio bensì con partecipazione verso dinamiche universali dell’adolescenza e non solo, aprendo così ad un futuro tra le protagoniste oltre al minutaggio concesso dallo schermo cinematografico.
Nicola Bardi (@nickbardi)

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